Per sapere di più sugli ultimi Mr. italiani, guarda il sito ufficiale: www.mrleathermanitaly.it

Fabrizio

Mr. Leather Italia 2017: Fabrizio

Ciao sono Fabrizio, Mr Leather Italia 2017. Certo che fa un certo effetto scriverlo, mi devo ancora abituare all’idea!

Eh sì, dopo anni passati a fantasticare sulle divise e sugli stivali di titolati e leathermen arrivare assumerne il ruolo, l’immagine, sembra un sogno: riconoscersi pienamente in quello che più mi piaceva e desideravo di altri.

La mia storia di feticista comincia molto precocemente, da bambino, quando in campagna indossare gli stivali di gomma era un’emozione che non riuscivo a contenere (letteralmente ;)), sentivo che era una cosa bella e potente, mi faceva stare bene e sentire forte, come i maschi che vedevo indossare stivali, forti e decisi, un modello di ragazzo a cui volevo somigliare.

Sono nato nel 1965 e ho ricordi di questo già dai 5 anni, insieme ai film visti alla televisione, esclusivamente in bianco e nero, le uniformi, con modi maschili e complici, gli stivali lucidi di uomini potenti e ruvidi, e nei film dove cowboy con stivali appuntiti e speroni, cavalcavano con agilità e fermezza stalloni muscolosi e lucidi.

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Gli stivali erano una cosa che mi piaceva troppo, quando li vedevo indossare ad altri ragazzi era un’emozione fortissima e sentivo la necessità di averli per sentirmi bene come loro. E infatti ne ho avuti diverse paia già da bambino, sia di gomma che di pelle. Poi da ragazzo con la moda dei camperos e texani, ma gli stivali dei sogni alti fino al ginocchio li ho avuti solo da adulto.. quando mi ero appena sposato. Eh sì, perché anche se mi piacevano i ragazzi e sentivo una forte attrazione per il maschile e il feticismo, la mia famiglia era fortemente omofobica e ho vissuto sin da piccolo un clima di non accettazione e rigidità di regole su cui doversi modellare. Un po’ di casino ulteriore ce l’ho messo io quando piccolissimo capii che avrei voluto dei figli e una famiglia e che per questo mi sarei dovuto sposare con una donna. Non sono certo l’unico a non esser riuscito a comprendersi nella propria identità sessuale, a sposarsi e a fare dei figli e magari poi comprendere che non siamo delle persone eterosessuali e che non si può per sempre soffocare la nostra identità per gli altri..

La mia nuova vita da omosessuale inizia quindi nel 2001 a 36 anni, con una figlia di 3, padre separato, con buona parte della vita da ricostruire, e c’era da rimettere insieme tanti pezzi, il mio amore per mia figlia, la mia identità sessuale e non solo di omosessuale ma di feticista, anche un discreto disorientamento per non aver mai accolto dentro di me i miei desideri. La ricostruzione della mia piena identità ha impiegato diversi anni: la prima relazione omosessuale e la scoperta della bellezza di un rapporto maschile, il misurarmi con i miei desideri feticisti e con le difficoltà a viverli, le relazioni con i miei compagni hanno avuto alti e bassi, in cui ho dovuto misurare me stesso, i desideri, le passioni. Il mio percorso ha avuto una prima svolta grazie all’attivismo; nel 2007 sono diventato socio di “Famiglie arcobaleno”, poi attivista e anche vicepresidente nel 2009. Il mio coming out in famiglia e con mia figlia risale al 2008. Nel 2011 con Cecilia, Valentina e Alessandro facemmo partire il progetto di “Rete Genitori Rainbow” (www.genitorirainbow.it) per dare supporto ai genitori che si scoprono gay lesbiche bisessuali o transessuali quando hanno avuto figli in una relazione di tipo eterosessuale. Sono stati anni molto intensi, di evoluzione personale, di formazione, che mi hanno portato a misurarmi con un mondo che non ci contemplava, per fortuna insieme ad altre persone con cui condividevo la mia dimensione: l’idea di fare rete è stata una scelta vincente.

Riprendendo il tema del feticismo, la mia passione per la pelle e gli stivali l’ho potuta coltivare solo parzialmente quando non mi ero ancora accettato, ma ho sempre avuto nel mio guardaroba giubbotti di pelle e stivali: non potevo farne a meno.

Dai 29 anni decisi di prendere lezioni di equitazione sia per la bellezza di questo sport ma anche per sfoggiare stivali altissimi in pubblico. In quell’anno trovo anche in Italia un paio di stivali alti da biker, non me li tolgo dai piedi. Quando poi ormai separato vado a New York nel 2005 riesco a trovare un paio di Chippewa lucidissimi, scoperta la misura giusta inizio a comprarne diverse altre paia da web, investendo qualche euro ogni anno, e di lì immancabilmente ogni anno qualche soldo lo impegnavo nella mia dotazione di stivali, e poi pantaloni di pelle e nuovi giubbotti.

Da fidanzato con un compagno allora non interessato agli aspetti feticisti, non riesco molto a coltivare questa mia passione ma nel 2008, in un periodo in cui ero single, grazie alle chat specializzate, incontrai per la prima volta dei leathermen con cui potermi confrontare e capire e conoscere meglio i miei aspetti feticistici e kinky. Maurizio di Pistoia è stato il primo con cui ho potuto approfondire il nostro mondo interiore, e ricordo benissimo la sera in cui per la prima volta ci vestimmo entrambi in full leather e mi scorrazzò in moto per le colline pistoiesi: sensazione bellissima di essere quello che ero veramente, indossando solo capi di pelle.

Nel 2010 riuscii a partecipare al mio primo evento leather a Milano con LFITALIA che avevo conosciuto in Facebook e a incontrare dal vivo gli amici con cui da anni ci scambiavamo da anni messaggi nelle chat. Da lì negli anni successivi ho partecipato a qualche evento quando mi era possibile spostarmi, con una figlia in affido condiviso i miei weekend liberi non coincidevano sempre con le feste, sempre fidanzato con partner che non condividevano questa passione. Pure in questi ultimi anni le mie uscite in full leather domenicali erano frequenti e indossare anche in città i Wesco, comprati in un successivo viaggio a NY, era una abitudine a cui ormai non rinunciavo: poter essere me stesso indossando stivali in pubblico, nelle strade della mia città era una carica a cui non era più possibile rinunciare.

Fino a che ormai con una figlia grande e spazi di movimento più ampi arriva anche l’incontro col mio attuale compagno. La storia con Costantino assume subito la connotazione giusta, e vivermi con lui nella dimensione sessuale congeniale ad entrambi era una esperienza di una potenza assoluta. Dopo un mese dal nostro primo incontro siamo già a Berlino a saccheggiare negozi e a completare le nostre divise; a novembre di quell’anno siamo al primo evento leather insieme in Italia, con lo spettacolare concorso di Mr. Leather Europe del 2013 a Padova: per quell’occasione Andrea, Presidente di LFI, mi chiese di collaborare per il premio e realizzai 3 lavori in acrilico su tema fetish che furono assegnati ai premiati (http://bit.ly/2fhn0MC) . Consegnai con gioia il primo premio al vincitore il nostro Francesco Mr. Leather Europe 2013. Da lì in poi non mancarono le occasioni per partecipare agli incontri dei club leather italiani e a misurarci con le comunità leather fetish nei nostri viaggi esteri. L’esperienza della Pasqua 2015 a Berlino ci fece comprendere appieno la magnificenza del mondo leather europeo.

Accolta con piacere la sfida del contest Mr Leather Italia 2017, gareggiando orgogliosamente con amici leatherman come Cosimo ed Enrico, è stato emozionante, ansiogeno, elettrizzante, complicato. Al momento della prova mi sono sentito addosso solo l’energia sprigionata dai lucidissimi stivali da poliziotto francese Weston rinnovati per l’occasione e dall’uniforme full leather e mi ci sono proprio divertito su quel palco. Una bellissima sorpresa sentire l’affetto e il supporto dei presenti che mi hanno eletto, brividi di emozione e di incredulità, e poi comprendere che quella realtà che mi sognavo da bambino in quel momento era pienamente realizzata in me. Ne sono ancora incredulo, ma quella immagine che il leather rappresenta è la mia immagine, in cui io mi sento e mi riconosco profondamente, con la bellezza, forza e ricchezza di significati che un autentico leathermen conosce bene. Sono molto grato alla comunità leather fetish italiana e ai club che ci rendono possibile questa esperienza.

E adesso appena iniziata l’avventura come rappresentante del nostro mondo in italia e all’estero, una esperienza che mi trasformerà ancora: non si finisce mai di evolvere per diventare sempre di più quello che veramente vogliamo essere: “e costa molto essere autentica, signora mia. E in questa cosa non si deve essere tirchi, perché una è più autentica, quanto più somiglia alla idea che ha sognato di se stessa” – Agrado,

“Tutto su mia madre.” – Pedro Almodovar.

Joy Gen

Mr. Rubber Italia 2017: Gennaro

Classe ’87, nato a Formia (in provincia di Latina), amante della musica techno, dell’heavy metal e dell’indie rock, con una spiccata sensibilità kinky fin da bambino, mi sono sempre sentito un po’ fuori dal coro quando mi relazionavo con amici e parenti, soprattutto per la difficoltà ad accettare tendenze e tradizioni imposte dall’esterno. Curioso, aperto alla sperimentazione e con mille domande su tutto, scoprii il sesso molto presto. Fin da subito capii che per me si trattava di un’esperienza totalizzante e intima, qualcosa che doveva coinvolgere tutta la sfera sensoriale, dal tatto all’udito, dal gusto all’olfatto. Inutile dire che il passo verso il pissing fu davvero molto breve! Anche se non mi sono mai posto il problema dell’approvazione altrui e del ‘moderarmi’ nell’esprimere i miei pensieri, iniziai a sentire la mia città natale troppo stretta e spinsi per andare a studiare a Roma, dove appunto mi trasferii nel 2006.

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E’ qui che ho avuto modo di conoscermi meglio e di dar sfogo a quella tendenza al comando che mi aveva sempre eccitato. Il piacere di possedere in toto il partner mi ha portato a diventare un fister ancor prima che un master!

Il passo successivo fu approfondire l’attrazione verso le sensazioni forti, al limite del dolore, e alcune pratiche bondage. Il mio primo toy BDSM è stato un flogger rosso in gomma, al quale sono ancora moto affezionato, nonostante si sia rotta l’impugnatura.

Ad oggi, il mio principale fetish riguarda senza dubbio il rubber!

Da adolescente avevo un stile orientato verso il gothic-punk (per quanto fosse possibile in una città piccola come Formia) e una predilezione per il rock e l’heavy metal. Quindi il mio immaginario erotico era popolato da uomini, possibilmente motociclisti, batteristi e bassisti, che indossavano aderentissimi pantaloni in pelle “lucidi”. All’epoca non immaginavo proprio quante sfumature potessero esserci dietro all’aggettivo “lucido”. Dunque, soprattutto per motivi economici e per scarsa esperienza, iniziai ad acquistare diversi pantaloni in ecopelle o vinile, ma restava più un fattore meramente estetico. Nel 2011 visitai per la prima volta Berlino e, anche se non ero in compagnia di persone interessate al mondo fetish, ebbi l’occasione di vedere dal vivo dei ragazzi che vestivano in gomma. Ne rimasi molto colpito, ma non ebbi la possibilità di provare nulla. La prima volta che ho indossato dei pantaloni rubber risale a qualche anno dopo a Roma, grazie all’incontro con il Leather Club Roma. Era settembre del 2013 e ricordo che vidi un flyer della prima edizione del Fetish Pride Italy e rimasi sorpreso dall’esistenza di un club fetish nella nostra Capitale! Mi dissi che se non mi fossi fatto coraggio in quel momento, non avrei mai più avuto altre buone occasioni per entrare a far parte di un gruppo dove potevo parlare apertamente delle mie esperienze passate e dove potevo sperimentare qualcosa di nuovo. Devo dire che l’erezione spontanea che ho avuto nel calzare il mio primo pantalone in latex non ha lasciato spazi ad eventuali dubbi circa i miei gusti e sul motivo per cui con gli altri pantaloni “lucidi” non aveva funzionato.

La gomma è come una seconda pelle, qualcosa a cui non puoi mentire… non un semplice involucro che ti copre, ma uno strato che diventa parte integrante di te e ti cattura col suo odore, trasformandolo anche nel tuo.

Nel 2015 mi venne spontaneo candidarmi per Mr Rubber Italia, proprio perché desideravo approfondire questa passione, crescere e conoscere quanti più rubbermen possibili. A oggi, sono contento di non aver vinto allora, perché probabilmente non avrei avuto la consapevolezza e la forza d’animo che sento adesso. Per non parlare del guardaroba! Però mi piacerebbe far capire al pubblico che non è importante quanti e quali capi si hanno, ma lo stato d’animo con cui li si indossa. Non siamo ad una sfilata di moda né in un collegio e nessuno può permettersi di dirci come vestire! L’importante è stare sempre a proprio agio e sentirsi liberi di esprimere ciò che si sente.

La scena rubber italiana, purtroppo, non è molto vasta… in parte anche a causa dei costi e della scarsa apertura mentale italica, soprattutto al sud. Quindi, credo che bisogni imparare anche ad accettare chi si avvicina timidamente al nostro mondo. Accettazione e inclusione di chi non veste in full rubber non devono essere lette come un ‘tradimento’ verso ideali più ‘puristi’, ma un modo di mostrare e spiegare la nostra realtà. Anche semplicemente per abbattere le barriere dell’ignoranza e della paura del diverso.

In tal senso, credo molto nel potere dei social e spero di riuscire a far capire che avere una sensibilità kinky e gusti fetish non significa essere animali in balia di istinti primordiali e che viversi le proprie passioni apertamente non è un motivo di vergogna, anzi ci aiuta a rafforzare la nostra personalità.

Mi piacerebbe riuscire a creare una connessione più forte fra gli amanti della gomma italiani e europei. Purtroppo i gommisti continuano a rimanere un po’ in disparte rispetto ai leathermen, forse anche a causa di un minor numero di eventi dedicati al rubber; anche se la percentuale di rubbermen è più alta fra i giovani.

Il mio sogno è creare un titolo europeo, un Mister Rubber Europe da eleggere annualmente sotto la supervisione dell’ECMC, proprio come nel caso di Mister Leather Europe. Dopotutto, non siamo secondi ai leathermen! E questo sarà un obiettivo per cui intendo impegnarmi anche dopo la fine del mio mandato, finché non si troverà una soluzione.

Mister Rubber precedenti

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2016 / Chris

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2015 / Filippo

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2014 / Massimo

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2013 / Luca

Mister Leather precedenti

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2016 / Neri

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2015 / Marco

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2014 / Ivan

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2013 / Francesco

Francesco è anche Mister Leather Europe 2013

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2012 / Fabio

davide

2011 / Davide